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Odissea delle relazioni stabili

Odissea delle relazioni stabili

Ovvero: quel pasticciaccio brutto delle relazioni affettive visto da Odisseo. 

Cos’è l’amore e cosa sono le relazioni? Questi interrogativi non sono nati con l’ultimo DPCM, e non finiranno con la pandemia.

Sarebbe comodo lasciare ai giuristi la sentenza, togliendo a tutti l’onere di comprendere le dinamiche che legano più o meno indissolubilmente due persone nel corso della vita. Ma non può essere così semplice.

Purtroppo venire a capo delle cosiddette “relazioni affettive stabili” è un’impresa.

Una vera Odissea. 

Forse bisogna girare tutto il mondo conosciuto per capire l’importanza delle relazioni. Forse bisogna conoscere tutto lo scibile umano, affrontare Ciclopi e perdersi inseguendo le sirene di relazioni inconsistenti, 

Come Odisseo, appunto. Che abbia qualcosa da insegnare sulle relazioni? 

Andiamo con ordine. 


Dopo le avventure di Polifemo e dei Lestrigoni, quello che resta della flotta di Odisseo sbarca sull’isola di Eea, abitata da Circe

La splendida Circe è una maga dai grandi poteri, in grado di far emergere la natura bestiale che ogni uomo cela. 

Le lusinghe e gli incantesimi della maga riducono gli uomini in bestie: leoni, tigri…e porci. Una volta chiusi in stalla, nessuno li può salvare. 

Solo un uomo è abbastanza astuto da scampare al sortilegio dell’incantatrice: Odisseo. 

Spogliata dei suoi incantesimi – e non solo – Circe si arrende all’eroe: libera tutti gli uomini, promette di non stregare più nessuno…in cambio dell’amore.

Che la dolce Circe soffrisse di sindrome da abbandono? Può essere. 

E così Odisseo resta un anno tra le braccia della bella Circe, pronta a soddisfare ogni suo recondito desiderio, ogni richiesta, nel palazzo nascosto in mezzo alla foresta. 

Ma non si ferma il tempo, e i soldati e i marinai non sono fatti per restare confinati in un sontuoso palazzo; la flotta vuole prendere la via del mare, e tornare a casa. Così Odisseo, forse a malincuore, chiude la relazione, incurante delle preghiere della donna. 

L’affetto nei confronti dei suoi uomini si dimostra quindi più forte dell’anno di estasi che la sensuale e bellissima Circe gli ha donato. 

Ma è un percorso tortuoso quello che ricondurrà Odisseo a casa, non va dimenticato. 


Scampato al vortice di Scilla e Cariddi, sull’isola di Ogigia, Odisseo incontra la ninfa Calipso: bellissima, immortale, e sola. 

Lei lo accoglie, lo ama, gli offre eterna giovinezza pur di tenerlo con sé.

Ma Odisseo rifiuta. Forse è tentato, dato che sceglie di restare sette anni in compagnia della ninfa, ma resta fedele alla mortalità. Un po’ meno alla sua sposa, ma questa è un’altra storia. Devono intervenire gli dei a separarli. Così Calipso, costretta a lasciarlo andare, accusa gli dei per aver perso l’amore. 

Se fosse ambientato negli anni Duemila, probabilmente avrebbe aperto una bottiglia di Chardonnay e attaccato un pezzo di Celine Dion.

E così, anche stavolta, quella con la patria è una relazione più stabile dei sette anni d’amore per la splendida e disperata Calipso.


L’ultimo legame che Odisseo nel suo viaggio intreccia è quello di Nausicaa, principessa dei Feaci, che su consiglio della dea Atena sarà la salvatrice definitiva dell’eroe. 

Lo accoglie, nudo e sporco, lo veste, lo conduce nel palazzo del padre. 

È ella come una dea, con il cuore traboccante d’amore. Nausicaa vuole solo proteggere quest’uomo, con tutta la grazia e la dolcezza di cui è capace. 

Leggasi: sindrome da crocerossina ante litteram

Vede in Odisseo l’uomo che ogni donna desiderosa di essere portata all’altare vorrebbe al suo fianco: sicuro, forte, nobile, con gli occhi profondi di chi ha visto il mondo e ne porta il peso sulle spalle. 

Ma da lei non vuole nulla, se non una nave per tornare in patria, e a nulla valgono i tesori del re dei Feaci. 

La dolce principessa però gli strappa una promessa: quella di non dimenticarsi mai di averla incontrata. Di ricordarsi di quel momento per sempre. E forse, Odisseo l’ha mantenuta.

Ma, in conclusione, neanche l’innocenza e la ricchezza della principessa convincono il Re di Itaca a instaurare una relazione affettiva stabile e duratura. 


E dopo questo lungo peregrinare, Odisseo raggiunge le coste dell’amata Itaca. E tra le mura del suo palazzo, la donna per cui ha rinunciato a immortalità, eterna giovinezza e a tutte le ricchezze del mondo lo attende. 

Penelope è moglie, madre e amante.

Penelope non è più giovane, non è immortale, e porta addosso tutta la pena che il marito lontano le ha procurato. Ma come il suo sposo è astuta, e piena di ingegno: con l’inganno della tela – tessuta di giorno e scucita di notte – ha tenuto a bada i Proci, preservando il regno e il talamo. 

Non si scioglie davanti all’aspetto divino che Atena concede a Odisseo, ma resiste e lo mette alla prova. Solo dopo che l’eroe ha dimostrato senza la sua identità si lascia andare tra le sue braccia.

Nulla possono le dee contro l’amore di Odisseo per Penelope: un talamo nuziale e la promessa di una vita mortale sono più preziose di tutta l’eternità e di tutto l’amore che le amanti gli hanno concesso nella sua impresa. Ma basterà?

La leggenda narra che l’amore per il mare e la conoscenza è più forte della nostalgia di casa per il nostro eroe. Odisseo, pochi anni dopo, raduna alcuni uomini per scoprire cosa c’è oltre il mondo conosciuto, oltre le Colonne d’Ercole, meglio conosciute come lo stretto di Gibilterra. 

Il mare in tempesta decreterà la sua fine. 


Odissea delle relazioni stabili

Divinità, maghe, principesse e donne argute non sono riuscite a fermare e contenere l’indole dell’eroe dal cuore grande come il mondo.

Relazioni lunghe, brevi, ufficiali, ufficiose, di passione, d’amore, convivenze, matrimoni. 

Odisseo ha amato ognuna di quelle donne, e alla fine le ha abbandonate tutte, inseguendo un sogno. O meglio, virtute e canoscenza

Questo le classifica come non importanti? La loro fine fa perder valore a quello che c’è stato?

E poi, cos’è successo?

Circe ha mantenuto la promessa, o avrà ricominciato a trasformare gli uomini in bestie per vendicarsi del verme che l’ha abbandonata? Calipso avrà trovato l’amore che merita? La dolce Nausicaa avrà sposato un uomo degno della sua bontà? Su Penelope non serve porsi quesiti: sapeva perfettamente a cosa andava incontro.

Ma alla fine, una lezione la insegna, Odisseo, sulle relazioni: sono una sfida da vincere prima di poter tornare a solcare il mare. 

Perché, qualora non fosse chiaro, le altre sono relazioni. Ma l’unico vero amore di Odisseo è il mare

E chi può dargli torto?

In foto: Ulisse e le Sirene, di John William Waterhouse (1981)

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