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Mille splendidi tramonti

Ovvero: quello che succede al tramonto, quando nessuno guarda e la solitudine torna. 

Descrizioni e riproduzioni dei tramonti sono alla portata di tutti: film, libri, gallerie dei musei e gallerie degli smartphone.

Sempre lo stesso fenomeno, eppure sempre diverso. A seconda del luogo, della stagione, del meteo, dell’umore di chi guarda. 

A volte sono così rossi da farti pensare che il cielo stia sanguinando assieme al mondo; il giorno dopo invece il rosa dipinge le nuvole in modo così dolce da illudere un’amante abbandonata che tutto andrà bene. 

I tramonti non smettono mai di stupire. In positivo, al contrario degli esseri umani. 


E dove si guardano i tramonti? 

In spiaggia, brindando con gli amici. O passeggiando tra sentieri di montagna, con il cane che si bagna le zampe in un ruscello per recuperare un bastone da riportare indietro, schizzando e scodinzolando. 

Dalla finestra dell’ufficio, con il telefono che squilla e il sole che si riflette sulle finestre del palazzo di fronte. 

Dal belvedere della città, con un amico, o un’amica, e un drink. 

Sul balcone di casa, tra le braccia dell’amore


Ma c’è anche chi va a guardarli da soli, i tramonti. 

Capita, non troppo di rado. Sono quelli che fanno un breve video da postare sui social, scattano qualche foto, per ricordare il momento, e infine fissano quella fetta di luce, a volte rossa, a volte rosa, che diventa sempre più sottile. 

Ma poi il sole sparisce, e loro vanno via. Quasi tutti. 

Capita di vedere un ragazzo solo, sulla spiaggia. Nessuno lo disturba, nessuno lo saluta. Forse nessuno lo aspetta.

Torna sempre a sedersi nello stesso punto. Scatta qualche foto, come tutti, ne pubblica una per dimostrare di essere uscito, e a guardare il mare. Resta lì, in attesa di…qualcosa. 

Probabilmente anche stasera è sulla stessa spiaggia, con l’estate che tarda ad arrivare. Arriva, si siede sulla sabbia, e poggia i gomiti alle ginocchia. Ogni tanto estrae dalla tasca della felpa blu il cellulare. Fissa lo schermo per qualche secondo. Non indossa il cappuccio, e ha un brivido leggero quando il vento gli sfiora la nuca. Sblocca lo schermo, forse risponde, forse ignora le notifiche; ripone in tasca il telefono. 

Il vento si alza, le luci della costa si illuminano. Il freddo ha già costretto tutti a lasciare la spiaggia, mentre lui aspetta qualcosa, anche davanti a questo tramonto cremisi. 

Ma non ci sono risposte nel sole che cala. Ci sono solo i ricordi di quello che è stato, i rimpianti di quello che poteva essere, la speranza di quello che potrà arrivare. O forse non c’è nulla, solo colori mescolati e un’emozione non chiara. 

Anche stasera il ragazzo resta lì, destinato a sparire nell’ombra, assieme a tutto quello che non è illuminato. 

Nessuno lo noterà andare via. Nessuno lo noterà tornare al prossimo tramonto. 

Mille splendidi tramonti

Perché non è vero che ci sono tramonti che non tramontano mai. 

Tutte le giornate finiscono.

Tutti i mali finiscono.

Tutti gli amori finiscono.

Come i tramonti. 

Ma poi ritornano, simili, con sfumature diverse. 

Come i tramonti. 

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