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Da che parte si comincia?

Titolo alternativo: “Provarci sempre, riuscirci mai”.

Per una ferma sostenitrice del tutto e subito, creare un sito da zero è una gran rottura.

Servono tempo, pazienza, impegno. Che – per inciso – non sono il mio pane quotidiano.

Quando ho iniziato, i risultati sono stati scarsi. Scarsissimi.

Comunque, in un modo o nell’altro, sembra che ci sia riuscita.

E adesso?


Ho deciso di aprire un blog, ho detto a qualcuno.

I cinici hanno decretato: “Durerà fino alla fine della quarantena e poi lo dimenticherai”. Ok. 

I romantici hanno esclamato: “Finalmente! È un sacco che sostenevo dovessi farlo! Ne parlavo proprio l’altro giorno con…”. Quindi sono frequente argomento di conversazione? Andiamo bene…

I più hanno semplicemente chiesto “Di cosa parlerai?”.

Bella domanda.

No, non ho fatto la sostenuta, o la misteriosa, rispondendo “Non lo so”. 

NON LO SO DAVVERO.

Potevo scrivere qualcosa di poetico e pieno di speranza, sull’arrivo della primavera, la rinascita interiore, e cose del genere. Ma sinceramente, mi sembra una forzatura bella e buona.

Come ho scritto nella homepage (e lo scrivo a imperitura memoria, considerando che probabilmente verrà modificata prima di quanto si possa immaginare) questo blog è figlio della primavera, ma anche della quarantena.

In attesa della prossima stagione, della fine della quarantena, o di ulteriori sviluppi, io scrivo.


Idee, ne ho tantissime. Costanza, no.

Sogni, innumerevoli. Pazienza, non pervenuta. 

Tempo, c’è. Forse fin troppo.

Sarebbe interessante riuscire a mettere in ordine le idee in testa, i sogni nel cassetto, e il tempo sull’agenda.


In sintesi, quindi, adesso devo capire cosa fare. Con il blog, sia chiaro.

Di sicuro, appena pubblicato, invierò questo articolo alle persone che mi hanno aiutata. Perché la prima cosa da fare è ringraziarli.

E anche perché probabilmente è l’unico modo per far leggere questa roba a qualcuno.

“Roba” che – tra parentesi – non ho neanche riletto.

Buonanotte.

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